Itinerario Islanda

Yooo, al volo vi pubblico quello che è l’itinerario che abbiamo seguito nel 2009. Questo per darvi un’idea, poi interverranno le nostre personalizzazioni! Le tappe sono state queste:

Prima notte a Reykjavik dopo un breve giro della città, secondo giorno partenza per Geyser, Þingvellir, Gullfoss(!!!!) e arrivo e pernottamento a Vik (spiaggia nerissima!). Terzo giorno partenza da Vik a Hofn con soste varie tra cui Jokulsarlon (ghiacciaio Skaftafell, iceberg con mezzo anfibio). Hofn pernottamento alternativissimo in bungalow con bagno a 100 metri. Quarto giorno partenza per Seydisfjordur con tappona a Djúpivogur per prendere barca per isola di Papey, stragonfia di Puffin o anche detti Pulcinella di Mare. Davide ha fatto seicentomila foto tra puffin e il faro. A Seydisfjordur cascatelle, fiordo, uno spettacolo! Quinta tappa fino a Husavik, passando per Myvatn zona che non abbiamo approfondito e poi vi spiegheremo perchè, Krafla, il deserto e altre soste. Pernottato a Husavik, nota per il museo del Pene, si avete letto bene! Noi ci siamo accontentati di andare a vedere le balene, anche se si sono fatte attendere. Nel corso della giornata abbiamo attraversato le magnifiche strade del nord, tra i fiordi, arrivando a Siglusfjordur tra tappe e partite a scacchi umani. Siglusfjordur nota per il florido passato della pesca alle aringhe, ormai finite. Notte a Akureyri, seconda città d’Islanda con i suoi 20mila abitanti circa, dove abbiamo fatto serata tra musica live, gente che fa lo struscio in macchina nelle 2 strade del centro e l’infamato assaggio di carne di balena. Settimo giorno, partenza per Hvammstangi, anche se quando siam partiti non lo sapevamo ancora, visto che le tappe si decidevano sul momento. Tappa pressochè di trasferimento. Ultima tappa fino a Reykjavik con passaggio sul ghiacciaio Snæfellsjökull, dove parte il viaggio al centro della terra di Jules Verne, gente che impennava sulla neve con le motoslitte e noi che bevevamo birra Viking.
Pernotto finale a Reykjavik con sadness totale causa fine tour, alleviata quasi totalmente dalla tappa top alla Blue Lagoon dove un lago di acqua termale ci ha fatto rilassare mentre ci dissetavamo con una bella birra. Abbiamo lasciato la nostra mitica Subaru 4×4 a malincuore e via verso l’Italia.

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